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IL TERRITORIO

LE MURA

Ecco le Mura Carraresi, dai colori caldi che assumono e riflettono le diverse tonalità della luce, sullo sfondo l’azzurro del cielo e il verde intenso dell’erba dell’antico vallo. La città appare come racchiusa in un castone, potremmo quasi definirlo come un "guscio di medioevo". La cinta muraria attribuisce alla città una forma di pentagono irregolare; è lunga circa 2 Km e circondata da un ampio vallo, con una larghezza dai 20m ai 45m. Le parti orientale e occidentale delle mura si caratterizzano per l’utilizzo del laterizio e risalgono al XIII secolo, il periodo del Comune di Padova. Le sezioni a nord e a sud, invece, sono realizzate con materiale composito (diversi strati alternati di trachite dai Colli Euganei, mattoni e scaglie di pietra calcarea). I merli sono di tipo guelfo e le feritoie sono posizionate ad altezze diverse per colpire diversi tipi di bersaglio. Le 24 torri hanno la pianta esagonale, sono alte circa 17/19m e distano l’una dall’altra circa 50 m favorendo una migliore osservazione del perimetro della città. 

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CASTEL SAN ZENO

CASTEL S. ZENO
Al periodo medievale e ad Ezzelino da Romano è attribuita l’edificazione del Mastio di Castel S. Zeno (1242), alto circa 38 m, in seguito ad un rialzamento in epoca successiva. Rappresenta la sezione più antica della cinta muraria e si consiglia di salire sulla torre per un tuffo nel passato e per godere di una vista mozzafiato su Montagnana. Salendo le scale si può osservare la struttura interna dell’edificio, un tempo suddiviso da sette solai in legno a cui si accedeva tramite botole su scale a pioli.
Il castello ha subito diverse fasi costruttive e tutt’oggi si riconosce la parte veneziana (XVIII secolo) che è caratterizzata da due sale attualmente utilizzate per conferenze e la zona medievale che comprende la biblioteca e il museo. All’interno, un cortile su cui si affaccia un ballatoio ligneo coperto, restaurato utilizzando principalmente materiale originario.
Il museo civico "A. Giacomelli" è suddiviso nella sezione archeologica fino all’epoca  romana,  la  parte  medievale e  quella musicale nella sala Martinelli e Pertile intitolata ai due celebri tenori montagnanesi.

 

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LA ROCCA

La  "Rocca degli Alberi" è  una fortezza militare che aveva lo scopo di difendere uno degli ingressi in città. Un tempo era interamente circondata da fossati, e anche la sezione interna dei giardini e di piazza Martiri della Libertà era una estesa fossa che isolava ulteriormente la rocca, come si trovasse su di un isolotto. L’architetto fu Franceschino De Schici e la costruzione (avvenuta tra il 1360 e il 1362) fu commissionata dal Signore di Padova Francesco I Da Carrara. Nell’androne  si  possono  osservare  le feritoie, le strutture che un tempo reggevano i ponti levatoi e i fori che sostenevano i ballatoi in legno. Di rilievo gli stemmi di pietra posizionati sulla facciata dell’androne simboli del Comune di Padova (la croce) e della famiglia Da Carrara (il carro e il cimiero con il Moro cornuto).
 

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LA PIAZZA

Maestosa,  luminosa,  vero  cuore  pulsante della città la piazza, detta Listòn in Veneto, col suo fregio uguale a quello di Piazza S. Marco, testimonia la presenza veneziana a Montagnana che ne cambiò la destinazione da avamposto militare di confine ad attivo centro di commercio. Originariamente era in mattoni e dalla seconda metà del ‘700 ha l’attuale pavimentazione. Particolarmente felice l’orientamento del Duomo, obliquo rispetto all’asse della piazza, che consente di cogliere in un solo colpo d’occhio la facciata ed il fianco.

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